.
Annunci online

 
Lazzaroblu 
Il celeste stato della lussuria
<%if foto<>"0" then%>
 
  Ultime cose
Il mio profilo
  Feed RSS di questo blog Rss 2.0
Feed ATOM di questo blog Atom
  La mia fidanzata
Voglio Scendere
Carlo Vulpio
Massimo Fini
Oliviero Beha
Radio Radicale
Radio 24
Blondet
Articolo 21
Sylos Labini
Italia dall'estero
Il Caffè di Corradino Mineo
La Casa Stregata
KLP Teatro
La Voce.info
Lui&Lei
Il vecchio Celeste stato della lussuria
Pierpaolo
Diario estemporaneo
Il Gatto di Ferrara
Fotogramma
Zadig
Aegaion
A.I.U.T.O.
GBestblog
Il blog di SANDRO RUOTOLO
Antonio&Antonio
Galatea
PROGETTO LEUCONOE
La Verità
Fortezza Bastiani
Draculia
Un Certo Sorriso
Rinascita Nazionale
Marla
Percorsi Diversi
Ema&Tizi
Vulvia
Gerovi Jazz
Arciprete
  cerca

Basta! Parlamento pulito


 

Diario | Televisione | Musica consigliata | Cinema | Teatro | Francisco Bauer |
 
Teatro
1visite.

21 gennaio 2007

Sangue e bellezza




"Nel dirla o nel guardarla la Bellezza, bisogna farsi ciechi, na benda, stretta-stretta, intorno agli occhi, al capo. Aver legati i polsi, tirati aret' à schiena.
E incamminarsi stolidi, confusi, verso un plotone in fronte, d'esecuzione morte, tenute in nessun conto"

                                                        Enzo Moscato




permalink | inviato da il 21/1/2007 alle 9:30 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (16) | Versione per la stampa

15 gennaio 2007

Il consiglio teatrale : SANGUE E BELLEZZA DI ENZO MOSCATO



Enzo Moscato è una garanzia. Possono anche non piacere le sue mise en espace ma ha un suo stile inconfondibile e, almeno una volta, lo dovete vedere.
Dal 15 al 21 gennaio alla sala ridotto del Teatro Mercadante di Napoli  potete apprezzarlo con "Sangue e bellezza".

Per info : http://www.teatrostabilenapoli.it

Questo è quanto ho trovato su questo lavoro, per saperne di più :

E’ annunciato come “ un piccolo oratorio laico, a due/tre voci” lo spettacolo Sangue e Bellezza, l’ultimo tempo in voce di Michelangelo Merisi, detto Il Caravaggio, che la Compagnia Enzo Moscato presenta dal 15 al 21 gennaio alla Sala Ridotto del Teatro Mercadante, su testo, ideazione scenica e regia di Enzo Moscato. Una mise en espace di Enzo Moscato che lo vede anche interprete in scena insieme a Salvio Moscato, Carlo Guitto, Giuseppe Affinito jr.
La scena e i costumi sono di Tata Barbalato, la selezione musicale è di Gianky Moscato, l’organizzazione di Claudio Affinito. Sangue e Bellezza, l’ultimo tempo in voce di Michelangelo Merisi, detto Il Caravaggio è l’omaggio al grande pittore maledetto che Enzo Moscato ha composto stimolato e emozionato dai magnifici dipinti e dalle opere del Caravaggio al Museo di Capodimonte, appartenenti all’ultimo periodo dell’artista nato a Milano nel 1571 e morto a Porto Ercole nel 1610 a soli 39 anni. “L’occasione unica – dichiara, infatti, il regista – di avere, a Napoli, l’ultimo percorso, artistico ed umano, dell’immenso, sconvolgente Caravaggio, sono stati stimoli, per me, troppo impellenti per non spingermi a buttar giù qualche parola, dei pensieri, delle immagini al riguardo, e far venir fuori, così, una sorta di piccolo oratorio laico, a due/tre voci, che celebrasse, icasticamente, da teatrante, l’intensa emozione che ne ho ricevuto, e che ho chiamato, subito, per istinto, Sangue e Bellezza. La cui ‘mise en espace’ è, al contempo, la morente/estrema parola del pittore ‘maledetto’, sorpreso ferito e in agonia, mentre è in fuga dalla rissosa-babelica Napoli dell’epoca, sulla spiaggia di Porto Ercole, e lo sguardo pietoso, il poetico commento, la perturbata ammirazione, per lui e la sua deflagrante/innovativa arte, che noi contemporanei – veramente nani sulle spalle di simile gigante! – siamo portati umilmente a fare.”
Per il limitato numero di posti della sala Ridotto, si consiglia la prenotazione alla biglietteria del teatro.




permalink | inviato da il 15/1/2007 alle 16:13 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (13) | Versione per la stampa

11 dicembre 2006

Questo buio feroce




"Nei paesi occidentali è stato bandito il pensiero della morte" scrive Delbono nelle note di regia dello spettacolo "Questo buio feroce".
"La morte rimane come paura, come perdita, come dolore, raramente come coscienza lucida, profonda , del vivere".
Trovarsi in città uno spettacolo come quello che sto per raccontare "per immagini" (cercando di non tradire lo spirito dell'opera di Delbono) è semplicemente una fortuna e un invito a riflettere, nonchè un viaggio psichedelico nel buio feroce della nostra società. 

"Questo buio feroce" parte dal libro omonimo di Brodkey, scrittore morto di Aids, per avviare una riflessione sui "casi margini" della nostra esistenza. 
Nella prima scena, un uomo magrissimo è disteso per terra in una stanza totalmente bianca con il volto totalmente coperto.
Tutto ciò si spiega con una sola frase : "Quando siamo dinanzi alla morte, ci accorgiamo che l'identità era solo un gioco".
 Ed è questo il punto di partenza da cui iniziare la nostra analisi dello spettacolo. 
La compagnia di Delbono è formata da attori non attori reclutati anche dal manicomio di Aversa.
Lo spettatore, nell'ora e mezza di spettacolo, diventerà parte della vita del protagonista che attende l'ora della sua morte, tra la falsità del mondo circostante, i fantasmi del non umano di una fredda sala d'attesa di un ospedale e quelli di una terribile sfilata di moda.

Sembra di assistere ad un quadro in movimento poichè lo spettacolo è composto da tante immagini/quadri che si muovono in maniera ieratica, sincronica. Quadri di uomini e donne senza identità, come i soggetti delle opere di Francis Bacon.

Un uomo dinanzi alla morte è stanco dei re della preghiera, della poesia e degli intrattenimenti gradevoli.
Un uomo che vive nel "buio feroce", in cui la malattia avanza, che riesce a guardare in faccia la morte, è stanco di una televisione dove i problemi sono trattati soprattutto per rendere un po' più liberi le persone normali quasi come a voler porre una linea di separazione tra il paradiso e l'inferno.
I travestiti, i drogati, i malati di aids, i deformi in televisione non possono entrarci o se ci entrano, è solamente per essere al centro di un dibattito che riguardi la loro malattia, il loro vissuto.
Si vuol far credere alla gente così che esiste ancora la bellezza e invece la bellezza è morta ed è significativa la scena-frammento di questo spettacolo in cui si raffigura una sfilata di moda fatta da persone/modelle stanche la cui malattia è ben diversa, è borghese. 

Gli attori di Delbono, come del resto tantissime altre persone, invece hanno patito la malattia, l'isolamento e il peso di una nascita sbagliata.
Questo buio feroce tecnicamente è perfetto, niente è lasciato al caso, ogni singolo movimento, ogni singola espressione del volto ma soprattutto è capace di trasmettere emozioni, di coinvolgere lo spettatore in un incubo dove la speranza risiede nel gioco di Gianluca e Bobò, i simboli di questa compagnia.

Consiglio la visione di questo spettacolo a tutti coloro che vogliono riflettere con decenza, intelligenza e senza ipocrisia.

DATE :

 Fino al 17/12 al TEATRO MERCADANTE DI NAPOLI

20/2/07 TEATRO DI SAN MARINO A SAN MARINO

22/2/07-25/02/07 ARENA DEL SOLE, BOLOGNA

27/2/07-4/03/07 TEATRO AMBASCIATORI, CATANIA

3/04/07-4/4/07 TEATRO GOLDONI, LIVORNO

12/4/07 TEATRO ASIOLI, CORREGGIO

27/4/07-28/4/07 TEATRO AL PARCO, PARMA

9/5/07-13/5/07 FONDERIE TEATRALI LIMONE MONCALIERI, TORINO

Per info : http://www.pippodelbono.it

Inoltre oggi, domani e dopodomani al Teatro Mercadante di Napoli, c'è la possibilità di poter assistere a 3 mediometraggi, distribuiti nei tre giorni, alle ore 18. Le proiezioni sono ad ingresso gratuito.




permalink | inviato da il 11/12/2006 alle 10:56 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (14) | Versione per la stampa

13 novembre 2006

Memorie dal sottosuolo - Gabriele Lavia @ Teatro Mercadante, Napoli, 12-11-06



Armato di grandi aspettative, mi precipito al Teatro Mercadante di Napoli per assistere alla rilettura teatrale di "Memorie dal sottosuolo" di Dostoevskij. Mi trattengo nel foyer e leggo qualche ritaglio di giornale in cui si parla di questo spettacolo.
Lavia, in uno di questi articoli, spiega che l'attore è un traditore, nel senso che il suo compito è quello di tramandare il testo. Fin qui tutto bene se non fosse che questa cosa non è una novità dato che molti anni prima un signore di nome Carmelo Bene ha ripetuto questo concetto tantissime volte.
Prendo posto nel mio palchetto laterale e attendo l'inizio della rappresentazione.
Si spengono le luci, Lavia si presenta sulla scena, i primi venti minuti passano veloci. Trenta, quaranta, cinquanta minuti e di Dostoevskij c'è solamente lo scheletro ma la sostanza manca.
La recitazione è buona, Lavia è davvero in gamba mentre Euridice Axen recita un po' troppo stile fiction, ma è il male minore.
Questo "Memorie dal sottosuolo" proposto da Gabriele Lavia è una rilettura molto all'italiana di un capolavoro ; più che un "tradimento" io la considererei un'offesa.
E soprattutto io spettatore sono stato ingannato perchè non ho assistito ad una riscrittura per il teatro del lavoro di Dostoevskij ma di una caratterizzazione, forse troppo caricata, di un soggetto dostoevskijano.
Se il signor Lavia (peraltro, ci tengo a ripeterlo, molto bravo) avesse intitolato questo suo lavoro Cabaret dal sottosuolo, non mi avrebbe affatto deluso, anzi avrei applaudito sonoramente a fine spettacolo.
Ma dato che questo progetto ambizioso si propone di "tradurre per la scena" un libro, tra l'altro di un grandissimo autore della letteratura russa (e non di una Melissa P. qualsiasi), e non di spettacolarizzarlo, allora il discorso è diverso.
Prima di tutto, ci sono molte incongruenze con il testo, a partire dalla quantità di soldi di cui dispone il protagonista (nel libro è esattamente l'opposto) fino al numero consistente di baci, peraltro molto voluttuosi, concessi a Lisa, di cui nel libro non si fa accenno.
Certo, l'autore può apportare cambiamenti...e allora, caro Lavia, è importante scrivere sulla locandina la dicitura liberamente tratto da in modo da non ingannare il pubblico che, comunque, ha apprezzato moltissimo questo lavoro.
Lavia, per di più, si concede anche il ruolo di mattatore navigato (non sapevo che lo fosse), intrattenendo il pubblico con discorsi qualunquistici sul senso della vita, facendo sorridere addirittura volutamente.
Insomma chi cerca l'anima di Dostoevskij in questo lavoro, può starsene, secondo il mio parere, alla larga da questo inclassificabile spettacolo teatrale.
Ma chi vuole assistere al primo tentativo di "cabarettizzazione" di un libro cardine come "Memorie dal sottosuolo", peraltro ben recitato, colto e particolarmente ispirato, allora trova pane per i suoi denti.
Due note particolari conclusive : da tenere d'occhio Pietro Biondi che interpreta intensamente il servo Apollon e da dimenticare la stucchevole arringa finale di un Lavia che sfiora il ridicolo.

P.S.
Ricordo a tutti i napoletani che fino al 19 novembre (lunedì escluso) c'è alla Galleria Toledo Antonio Rezza con "IO". L'ho visto venerdì e mi è piaciuto tantissimo tanto da non farne una recensione per non sminuirlo. Ve lo consiglio caldamente! Per maggiori informazioni, visitate http://www.rezzamastrella.it
Se andate, fatemi sapere se vi è piaciuto!




permalink | inviato da il 13/11/2006 alle 0:14 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (23) | Versione per la stampa

8 ottobre 2006

Fortebraccio teatro : DATE



Finalmente la macchina Fortebraccio teatro riprende a funzionare! Sul sito di questa compagnia teatrale (fondata da Roberto Latini), già segnalato in un precedente post su questo blog (www.fortebraccioteatro.com), ci sono le date dei prossimi spettacoli che vi riporterò fedelmente :

20-28 ottobre BOLOGNA Teatro San Martino

             UBU INCATENATO

5 novembre CATANIA UBU INCATENATO

7-8 novembre SIRACUSA UBU INCATENATO

Fortebraccio teatro, inoltre, ha rappresentato ultimamente Ardisco, non ordisco al Festival delle esplor/azioni a Roma (spero che Aegaion ci sia andata...)

Ragazzi, non perdetevelo...




permalink | inviato da il 8/10/2006 alle 10:25 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (7) | Versione per la stampa

22 settembre 2006

Da tenere d'occhio : FORTEBRACCIO TEATRO





Questo è un consiglio che mi ha dato un mio carissimo amico, fidato, che ha visto Roberto Latini, fondatore di Fortebraccioteatro, in scena a Roma quest'anno.
Non vedo l'ora di vederlo anche io, dopo aver letto recensioni e note dei suoi spettacoli.
Intanto vi do il link di questa compagnia : http://www.fortebraccioteatro.com

Di più non posso dirvi (per mancanza di tempo, ahimè) ma spero che quest'input vi sia utile, come è stato utile per me.




permalink | inviato da il 22/9/2006 alle 15:49 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (3) | Versione per la stampa
sfoglia
dicembre